A Neria De Giovanni il Premio Eleonora d'Arborea
Carissimi Lettori Ombrosi,
come anticipato in un precedente articolo, questa mattina si è tenuta a Cagliari, presso la Sala Consiliare della Provincia (p. zza Palazzo, 1), la dodicesima edizione del premio Eleonora d'Arborea.
Il riconoscimento, ideato nel 1984 da Micaela Mulas, presidentessa dell'associazione International Inner Wheel, viene assegnato dal Club Inner Cagliari ogni due anni a una donna sarda od operante in Sardegna che contribuisca, mediante il proprio impegno culturale o tramite le proprie attività a carattere sociale, a far conoscere la Sardegna nella penisola e all'estero.
Tra le personalità premiate nelle scorse edizioni ricordo a titolo d'esempio: Madre Anna Del Gesù (1984), religiosa impegnata nel sociale; Maria Giacobbe, scrittrice (2000); Elena Ledda, cantante e studiosa di sonorità etniche (2006).
Quest'anno l'Inner Wheel Club Cagliari ha avuto l'onore di attribuire il “Premio Eleonora d'Arborea” a Neria De Giovanni, scrittrice, giornalista, editore e critico letterario d'indubbia fama (attualmente è Presidente dell'Associazione Internazionale dei Critici Letterari).
La figura di Neria De Giovanni è indissolubilmente legata a quella di Grazia Deledda, avendo scritto ben undici libri sulla celebre scrittrice sarda che nel 1926 (un ventennio dopo Carducci e otto anni prima di Pirandello) fu insignita del Premio Nobel per la letteratura.
“Uno degli aspetti più belli della personalità di Grazia Deledda”, ha affermato la De Giovanni, “è il fatto di aver realizzato il suo grande sogno con perseveranza... perseveranza, un termine che sembra caduto in disuso ma che bisognerebbe sempre tener presente. Grazia Deledda imparò a studiare, a credere in se stessa nonostante le critiche malevole delle zie pettegole, nonostante gli ostacoli familiari. Questo è uno dei grandi insegnamenti di Grazietta: bisogna esser perseveranti, testardi, continuare a credere in noi anche quando le convenzioni o il mondo che ci circonda sembra ci dia addosso... continuare sempre a credere nelle proprie idee”.
Penso che Neria De Giovanni sia riuscita appieno a credere nella propria forza interiore e abbia fatto suo l'insegnamento deleddiano. Affermo questo sia in seguito al lungo resoconto del curriculum della protagonista della mattinata esposto dalla Prof. Ssa Maria Luigia Muroni, sia in seguito al racconto della Dott. Ssa Angela Maria Quaquero.
L'Assessore provinciale ha infatti ricordato il periodo in cui, circa trent'anni fa, dirigeva la biblioteca Sebastiano Satta di Nuoro. Fin d'allora la De Giovanni lottava con grande forza (sia fisica che dello spirito) nel tentativo di valorizzare le autrici sarde per le quali sembrava non vi fosse molto spazio.
Relativamente al deciso e tenace impegno della De Giovanni per creare presupposti in grado di consentire alle donne riconoscimento, affermazione e stabilità societaria, è giunto anche il ringraziamento pubblico della Dott. Ssa Mongiu, Assessore Regionale.
Ma il complimento più bello, a mio parere, è giunto dal pubblico. Una voce, visibilmente emozionata, ha affermato:
“Neria sa unire questa sua grande professionalità
e preparazione a una bellissima semplicità e umiltà.
Semplicità e umiltà sono la forza della sua grandezza”.
Penso che questa piccola frase possa dire molto più del premio ricevuto per mano della Presidentessa Mulas. “Semplicità e umiltà sono la forza della sua grandezza”, frase che veste bene sia la nostra Neria che la carissima Grazietta la quale, ricorda la stessa De Giovanni, strinse la mano al messo incaricato di annunciarle la vittoria del Nobel con le mani puzzolenti di cipolla (aveva appena terminato di fare il sugo per la sua bella famiglia).

Neria De Giovanni e il marito Carlo Perella
Marco Diana
14 / 06 / 2008