Antonio Fiori
'Sotto mentite spoglie... essere se stessi'
Mi avvicino in punta di piedi alla poesia di Antonio Fiori, Tonino per gli amici, avendo il timore, parlando da profano, di sminuirla o di corromperla in qualche modo. Tonino risiede a Sassari, città in cui vive sotto le mentite spoglie di un fiscalista. Ma dietro la maschera dorme lo spirto guerrier d'un poeta che spesso si ridesta in un'esplosione di versi, spirito che mi auguro di riuscire a farvi intuire e amare.
Non essendo un critico ma un semplice fruitore di poesia, lascerò presto spazio ai versi, affinché vi conquistino con la loro profonda semplicità.
Alcuni pensano che, scopo dei poeti, sia soltanto ritagliare un briciolo di celebrità e far sapere al mondo che esistono ripetendo cose ben note a tutti.
A mio parere la realtà si coglie in maniera differente a seconda di numerosi fattori: stato d'animo, sensibilità, bagaglio culturale, età, ideologia... etc. A questa diversa manifestazione del reale, consegue un personale modo di rappresentare la vita. La bellezza della poesia é proprio l'incredibile possibilità di esprimere concetti universali in una maniera originalissima e di mettere in luce riflessioni non manifeste o difficili da cogliere.
A titolo d'esempio, si prenda il tema della morte. La maggior parte delle persone associa alla morte un'amarezza infinita, il nero del lutto, la fine di tutto. Ora vi propongo la poesia 'Apocalisse' di Fiori e vedrete che non solo la morte, ma la stessa fine del mondo, vi apparirà sotto una luce molto diversa.
Apocalisse
Quando s'adempirà la profezia
e scopriremo l'alba ultima del mondo,
non cesserà quel giorno di profumar la rosa
e non diversamente assumerà la posa
sul ramo della quercia, il corvo.
Mi capitò di leggere questa poesia in un libriccino, accanto a versi di Angelo Mundula, Gianni Nuscis e altri poeti isolani. Più tardi, la riscoprii con gioia nella silloge 'La quotidiana dose' (Lietocolle 2006). Si tratta della sua più recente raccolta di poesie, successiva a 'Poesie ritrovate' (1997), 'Almeno ogni tanto' (L'Officina delle Lettere, a cura di Crocetti Ed. 1998-1999) e 'Sotto mentite spoglie' (Manni 2002).
Già dal titolo, 'La quotidiana dose', si capisce quale sia il legame tra la scrittura e Antonio Fiori. Un rapporto di totale dipendenza che costringe il poeta a iniettarsi la dose giornaliera di poesia.
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La quotidiana dose
(Confessione)
Lo ammetto, lo confesso:
ogni sera, da anni
senza pudore
e senza ipocrisia
in silenzio
mi inietto
la dose quotidiana
di poesia.
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Quant'altro ancora ci sarebbe da dire su questo poeta isolano (premio Montale Europa 2004 per la poesia inedita; per l'edita finalista del Premio Camaiore 2003 con 'Sotto mentite spoglie'; ... ), ma lo spazio, ahimé, tiranno, mi costringe a lasciarvi con un briciolo di curiosità sul palato. Prima di salutarvi, però, non posso trascurare un aspetto estremamente rilevante della poetica di Fiori: le poesie autoreferenti. Metapoesia, la poesia sulla poesia, la poesia autoreferente.
Sulla metapoesia Tonino afferma:
“È un’esperienza che molti poeti hanno fatto e credo di poter dire, almeno per quanto mi riguarda, che vi sia quasi una coazione a scrivere sulla propria poesia. La metapoesia è un’oasi in cui l’autore si guarda allo specchio, tenta l’autoanalisi, da conto della sua poetica. Praticando la metapoesia egli è costretto, anche inconsapevolmente, a scoprirsi, a uscire dalla botola del suggeritore, a togliere la maschera. Ed è per questo che la lettura delle poesie autoreferenti è di così grande interesse e utilità: luogo di autocoscienza per l’autore, materiale prezioso per il critico e il lettore. A volte si tratta di semplici, ma preziosi, bigliettini da visita, altre volte di grandi manifesti poetici”.
Chiudo questo breve articolo con i versi del poeta, la poesia autoreferente 'Davanzale'. Spero di aver contribuito a farvi conoscere e apprezzare questa piccola perla nascosta nell'ostrica isolana, e di avere, in futuro, altre occasioni per parlare ancora di Antonio Fiori, poeta 'sotto mentite spoglie'.
Davanzale
Davanzale da cui mi guardo dentro
Impudica corolla aperta
Rifugio salvifico sul monte
Timida lanterna in lontananza
Fascinoso specchio del risveglio
Verso che finalmente danza.
[Antonio Fiori, La quotidiana dose, Lietocolle 2006]
Marco Diana
10 settembre 2007