Cagliari, 30 sett. 07, Bastione S. Remy
Dopo tanta pioggia, inatteso, giunge il sole a inondare di luce il bastione S.Remy.
Sono le 10:30 e l'attesa è pacifica.
Mentre lo staff allestisce gli stand, l'editore Mauro Zonza e il presidente della Scuola Civica cagliaritana Maurizio Porcelli si godono un ritaglio d'ombra; turisti dai mille visi curiosano fra i libri esposti e suoni diversi di più lingue si mescolano agli scatti delle fotocamere.
Sono le 11:00, la gente si accomoda in attesa dell'artista che non tarda a presentarsi.
Veste sportivo Nicola Lecca e le sue parole scorrono pacate e misurate sulla linea del racconto di una terra lontana: l'Islanda.
“Non ambiento le mie storie in Sardegna”, afferma Lecca, “perché penso che non sia strettamente necessario parlare della Sardegna ma parlare a nome della Sardegna. Qui in Sardegna lamentiamo un grosso male: l'isolamento. Io ho voluto capire come si vive l'isolamento in altre isole, isole come l'Islanda, un'isola di vincenti”.
Così gli astanti, come tanti educati nipotini, ascoltano a bocca aperta la storia di un giovane nonno venuto dal nord.

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L'Islanda è una terra grande quattro volte la Sardegna ma conta appena 300.000 abitanti dei quali almeno il 40% è concentrato a Reykjavík, la capitale.
Nonostante l'esigua popolazione vi sono più di 10 aeroporti che lo scrittore ricorda con ironico terrore: “Sono piccoli come supermercati, i biglietti vengono scritti manualmente e in aereo” – e qui Lecca ha un moto di paura – “capita spesso che alla partenza si avvisino i passeggeri che non verranno servite bevande a causa delle turbolenze”.
Veniamo a conoscenza del viaggio in aereo dell'artista che vide l'ala del velivolo fendere la neve di una montagna.
Chiusa la simpatica parentesi, parla dell'Islanda come di un'isola di vincenti. Una terra in cui ogni bambino ha un sogno per il futuro e sa per certo di poterlo realizzare.
Lo scrittore azzarda un confronto tra Islanda e Sardegna facendo la seguente considerazione: “Qui in Sardegna è molto forte lo spirito di rassegnazione. Ci si lamenta molto del lavoro che manca, dei problemi vari che rendono la vita difficoltosa... insomma, si ha poca fiducia nelle proprie potenzialità. In Islanda i giovani hanno il successo inciso fermamente negli occhi. Vi è un diverso atteggiamento nei confronti della vita”.
Partendo da questo discorso ha inizio la presentazione del romanzo Hotel Borg (Mondadori, 2006), una 'storia che accade per lo più in Islanda: un'isola di ghiaccio, piena di lava, di vento e di gabbiani coraggiosi...', si legge nella scheda ufficiale del libro.
Hotel Borg è una storia di persone comuni che si sentono incomplete e cercano di sfidare questa incompletezza umana per raggiungere la perfezione.
“Un po' quello che è accaduto a Nadia Comaneci”, ricorda lo scrittore, “che fu la prima ginnasta alle olimpiadi a ottenere il massimo punteggio ottenibile (10). In momenti del genere è possibile non essere più umani per un momento e avvicinarsi a uno stato superiore”.
Al termine della presentazione del libro, l'autore si rivolge direttamente agli aspiranti scrittori ricordando che il lavoro dello scrittore consiste nell'immedesimarsi nei personaggi che si raccontano.
Caratteristica che non può mancare a uno scrittore è la curiosità.
In privato, Nicola Lecca mi svela un grande segreto: “Scrittori lo si è o no. Se uno ha talento è bene che si impegni a tirarlo fuori. Se uno questo talento non ce l'ha è bene che lasci perdere!”.
Parole crude ma molto sincere.
In un articolo ho ricordato le parole di Jack London, parole che porto sempre con me e non mi stancherò mai di ripetere.
“E allora tu, giovane scrittore, hai qualcosa da dire, o credi soltanto di avere qualcosa da dire? Se ce l'hai, nulla potrà impedirti di dirlo”.
E Nicola Lecca ha molto da dire e dice la sua.
“Non appartengo a nessun gruppo, a nessun filone. Io scrivo ciò che sento, ciò che desidero scrivere”.
Per me è questa la differenza tra uno scrittore e un venditore d'aria.
Finita la presentazione, parte la caccia all'autografo sulle note del violino di Giovanni Sardo e della fisarmonica di Sergio Scappini.
La musica amplifica le parole di Lecca e gran parte dei presenti si sofferma a meditare.
Un'altra piacevole mattinata sì è conclusa; in questo modo ha termine la rassegna estiva 'Musica & libri in piazza'.
“Ma non vi preoccupate”, ci tranquillizzano gli organizzatori, “visto il successo riscontrato, la manifestazione si ripeterà verso dicembre”.
Marco Diana
01 ottobre 2007
(*) foto tratta da Wikipedia, l'enciclopedia libera.