Eleonora Carboni e Andrea Mureddu

Per la sezione 'Libro degli ospiti', vi presento la sceneggiatrice Eleonora Carboni e il disegnatore Andrea Mureddu, autori del fumetto “Sirbo e is seti fradis” [Iges, 2007].
Come ho già avuto modo di osservare in due articoli precedenti (si veda la barra di navigazione al lato), i due giovani artisti sardi hanno saputo dosare sapientemente modernità e folclore, senza scarrocciare nel regionalismo o in asfissianti stereotipi.
La storia da loro ideata è piacevole, a tratti esilarante e profonda nel suo insieme, motivi per i quali mi sento di consigliarne la lettura a grandi e piccini.
Marco Diana
La parola ai due giovani e promettenti creatori di
“Sirbo e is seti fradis”

Soggetto: Eleonora Carboni, Andrea Mureddu, Emanuela Carboni
Sceneggiatura: Eleonora Carboni
Disegni: Andrea Mureddu
Mettete insieme otto cinghialetti dispettosi “Sirbo” e al seguito i suoi “seti fradis”, una mamma ansiosa e premurosa, Cicita e, un maestro stordito dai poteri delle super ghiande, Poricu. Poi ancora un fenicottero dandy, Fenny, che subisce mille angherie da un gruppo di tordi, Ninni, Totoni e Totore, rispettosi solamente del mirto che hanno sotto il becco. Una tartaruga mentore, Etore, che si scoprirà avere più di una identità. I cinghialetti hanno anche un padre sconosciuto e misterioso: Nur, di cui, nel corso della storia, si scoprirà qualcosa di molto importante. Ma non è finita qui, mettete pure un pinguino barista, Gino, che stufo del clima polare ha deciso di cambiar vita e aprire un’attività al caldo e, una foca monaca, Suor Monny, allegra e divertente aiuta i cinghialetti in un momento di bisogno. In aiuto dei cinghialetti compare anche un cervo, Sisinnio. Il tutto sotto la cornice di una fantastica Sardegna, che per la vicinanza di mari monti, lagune e campagne consente ai protagonisti di muoversi in ambienti variegati. In un primo momento i protagonisti sono ansiosi di acquistare una gratificazione immediata, ovvero diventare grandi tramite l'assunzione di una ghianda magica (la super ghianda della crescita), ma ben presto si rendono conto che la vera maturità in questo caso e, più in generale, qualsiasi tipo di gratificazione o traguardo, si conquista giorno dopo giorno con fatica e sacrifici. I cinghialetti, imbrogliati dai tordi, mangiano la superghianda sbagliata, la prospettiva è quella di rimanere piccoli per sempre. Bloccati in un corpo puerile cercheranno in diversi modi di trovare l'antidoto a ciò (l'antighianda sblocca crescita) e, partiti alla ricerca di questo, affronteranno numerosi pericoli che li metteranno a dura prova nel corpo e nella mente.
SCENEGGIATURA
(Parla Eleonora Carboni)
Ho apprezzato molto la critica di Marco Diana per Paese d’Ombre, mi ha fatto piacere che la storia sia stata considerata divertente e soprattutto che l’autore della critica sul nostro fumetto abbia notato dei particolari nella sceneggiatura che per me sono stati dei punti cardine da tenere ben presente durante l’elaborazione. Questo fumetto è nato come un passatempo fra amici, però, visto che ci stavamo “lavorando” sopra abbiamo deciso di impegnarci per realizzarlo al meglio, così dovendo creare una storia ambientata in Sardegna mi sono impegnata perché le caratteristiche della nostra isola trapelassero in maniera naturale e fosse presente aleatoriamente l’unione fra l’antico e il moderno. Fin dall’inizio, benché io abbia scritto l’originale in italiano, abbiamo lavorato sulla traduzione per la versione in sardo campidanese, perché essendo un fumetto che parla della Sardegna ci sembrava più adatto creare una versione nella lingua sarda parlata nella nostra zona. Il fatto che il Prof. Mario Puddu ci abbia sostenuto in questa iniziativa correggendo la sceneggiatura in sardo campidanese ci ha dato il coraggio di presentarlo all’editore IGES che ha accolto positivamente i due volumi. I consigli riguardanti le espressioni sarde e le tradizioni di Ricciotti Usai e mio padre, Gianni Carboni, sono stati molto utili per completare il progetto mentre mia sorella Emanuela ci ha aiutato nella stesura del soggetto e ora è attiva nelle realizzazioni grafiche e nella promozione. Insomma, parliamo di un passatempo nato in casa e in amicizia. Per quanto mi riguarda, Sirbo e is seti fradis è stata un’occasione per appuntare molte delle conoscenze che ho acquisito sulla Sardegna durante la mia vita. I protagonisti della storia, fuorché il pinguino immigrato, sono animali sardi che ho vissuto durante la mia infanzia. I diversi viaggi che compiono i cinghialetti sono un'occasione per presentare diversi paesaggi sardi ed evidenziare molte delle nostre usanze. Ho voluto creare uno spunto di discussione sulle mexinas antigas (*) mostrando la madre dei cinghialetti mentre fa ’sa mexina 'e s'ogu pigau’ (**) (o liau). Ho voluto mostrare un tipo particolare di ballo tondo, senza citarlo direttamente, che ha valenza magico-sacrale e, da questo spunto, ho cercato di enfatizzare al massimo questa valenza in termini fumettistici per farla risaltare e percepire anche ai più piccoli. Ho approfittato del fumetto per far compiere ai protagonisti un viaggio in s’isula de su cavuru, che attualmente è denominata l’isola dei cavoli, e ho chiesto ad Andrea di riempirla di granchi - anche questo può essere uno spunto di discussione - e tante altre cose che potete scorgere leggendo il fumetto. Come ho detto prima, in questo fumetto ci sono tutti i miei appunti sulla Sardegna, ho creato diversi spunti descrittivi e lessicali dai quali si può trarre materia di discussione. Ho cercato di mettere tutto assieme costruendo una trama ironica e possibilmente accattivante, tenendo a mente le direttive di sceneggiatura imparate all’università, quelle che ora insegno ai bambini.Ho cercato di tenere sempre presente il mio intento iniziale, ovvero quello di trasmettere un messaggio positivo ed educativo.

DISEGNO
(Parla Andrea Mureddu)
Mi sono occupato con entusiasmo della realizzazione dei disegni e ho dato un volto ai personaggi di Sirbo e is seti fradis. Grazie a questa esperienza ho potuto cimentarmi su un campo che mi ha sempre affascinato sin da piccolo e al quale non sono mai riuscito a dedicare il tempo che avrei voluto. Devo ammettere che non è stato facile realizzare 94 tavole da solo ed armato esclusivamente di voglia di fare qualcosa di nuovo; dare un volto ai personaggi ha un significato ben preciso che va al di là della semplice realizzazione di volti nuovi su vecchie conoscenze della nostra isola: significa lavorare sui particolare per enfatizzare peculiarità regionali tipiche, significa studiare il territorio e riprodurre usanze e luoghi realmente esistenti – is mexinas e il monte dei sette fratelli su tutti – in modo da dare un’impronta diversa e non di sola fantasia. La differenza tra un fumetto di fantasia e “Sirbo” sta proprio nella necessità di contestualizzare adeguatamente la storia e chi la vive, con un lavoro di gruppo e ricerche che hanno portato ad un connubio tra sceneggiatura e disegni. Come sia nato tutto questo è da attribuirsi, come spesso accade per le belle esperienze, al caso. Due anni fa ci si trovava a tavola con Eleonora, Emanuela ed altri amici e chiacchierando del più e del meno venne fuori che una delle mie più grandi passioni è il disegno e una delle più grandi di Eleonora è scrivere storie e sceneggiare, per cui è nata l’idea di mettere assieme le due cose e vedere un po’ cosa poteva venir fuori, impegnandoci, ma senza pensare al risultato o che sarebbe stato pubblicato. Io Eleonora ed Emanuela abbiamo iniziato a buttar giù idee, possibilità, scenari e abbiamo deciso che non poteva essere ambientato in nessun altro posto che non fosse la nostra terra, la Sardegna, con protagonisti del luogo, simpatici e caratteristici, gli animali. Dopo Sirbo e is seti fradis ho frequentato la scuola di Bepi Vigna e ora lavoro come disegnatore free-lence per alcune aziende. Questa esperienza mi ha avvicinato ancora di più alla natura e ai bellissimi paesaggi che la Sardegna offre e alla lingua sarda; io per primo non sono un grande conoscitore della lingua e delle tradizioni sarde e questo è stato un altro motivo di grande spinta ad andare avanti in questa direzione!.
CONSIGLIO PER CHI VOLESSSE INTRAPRENDERE LA NOSTRA ATTIVITA’
Noi abbiamo scoperto come dovevamo muoverci strada facendo, in realtà siamo nella condizione di chiedere consigli. Ma se dobbiamo consigliare, diciamo quella che è la nostra filosofia: cercare di fare il proprio compito al meglio, impegnarsi tanto, ma essere critici con se stessi e mettersi il problema di dove si è collocati nel mondo, cercare di capire chi è più bravo, chi meno bravo, da chi si può imparare, chi non vorresti essere. Questo è il nostro primo fumetto, speriamo di poter pubblicare i lavori successivi, sappiamo che in giro c’è tanta gente preparata da cui si può imparare e cercheremo di impegnarci al massimo per i prossimi “lavori” e/o divertenti passatempi.
PROGETTI FUTURI
Con Emanuela, abbiamo già scritto il soggetto del secondo episodio di Sirbo, a noi fa molto ridere parlare della storia. Ora stiamo pubblicizzando il primo episodio se andrà bene saremo felicissimi di stampare anche il secondo, altrimenti ce lo leggeremo in privato, ma vi potremo prestare le fotocopie se ce le chiederete!
(*) Mexinas antigas. Antiche medicine.
(**) Sa mexina 'e s'ogu pigau. Medicina dell'occhio: rituale per scacciare il malocchio.
20 ottobre 2007