“Dovevo avere sei anni quando vissi intensamente un'amicizia immaginaria con una bambina più o meno della mia stessa età. Alitavo sula vetrata di quella che allora era la mia stanza, e che dava su Calle Allende, su uno dei primi vetri della finestra. E con un dito disegnavo una 'porta'. Da questa 'porta' uscivo nella mia immaginazione, con grande gioia e fretta. Attraversavo tutto lo spazio che si vedeva, fino a raggiungere una latteria di nome PINZÓN... Attraverso la O di PINZÓN entravo e scendevo INTEMPESTIVAMENTE all'interno della terra dove 'la mia amica immaginaria' mi aspettava sempre [...]”.
Sono queste le parole con le quali Frida Kahlo ricorda l'incontro col suo 'doppio', la sua amica immaginaria; sono queste le parole con la quale la pittrice discute la genesi del celebre quadro 'Le due Fride'.
Numerosi i saggisti che hanno ricordato la Kahlo nelle loro opere, innumerevoli le interpretazioni.
Quest'oggi mi sento di suggerirvi il saggio di Maria Cristina Secci, autrice conosciuta di recente a Cagliari in occasione della presentazione del suo libro. Del mio incontro con la Secci potete leggere la cronaca della serata di presentazionee una breve intervista. Il volume, intitolato “Con l'immagine allo specchio. L'autoritratto letterario di Frida Kahlo” [Aracne, 2007], è un'opera molto interessante facilmente fruibile anche dai 'non addetti ai lavori'. Esso scende a fondo, sprofonda nel diario della pittrice e - compito non semplice laddove parole, immagini e colori si sovrappongono - cerca di portare alla luce alcune verità. Accanto alle discussioni tecniche sul genere letterario a cui apparterrebbe il diario o sullo stile pittorico/narrativo, si possono leggere squisite pagine sul personaggio, una donna che racchiuse in sé più donne: fortunate e sfortunate, sane e ferite, nude e ribelli.
La lettura del saggio della Secci mi ha avvicinato maggiormente alla celebre autoritrattista e mi ha fatto ragionare su alcune, fondamentali, tematiche di carattere filosofico. Una tra tutte emerge dal grande esempio di vita della Kahlo, una persona fisicamente debole e sfortunata che vide il mondo, sopravvisse al tempo e che in una tavola del diario arrivò a definirsi 'Aquella que lleva el color' cioè 'Portatrice di colore'.
Un invito alla lettura, dunque, per scoprire insieme a Cristina Secci i paradossi di vita e d'identità di Frida Kahlo.
Maria Cristina Secci è una giovane scrittrice sarda. Nata a Cagliari nel 1972, risiede a Città del Messico. È l'autrice del saggio “Con l'immagine allo specchio. L'autoritratto letterario di Frida Kahlo” [Aracne, 2007].
Se
vuoi
seguire
le
novità
e
gli
aggiornamenti
di
questo
sito,
iscriviti
alla
nostra
newsletter.
Ti
potrai
cancellare
dal
servizio
in
qualsiasi
momento.
Note Legali:
questo sito è di proprietà di Marco Diana
- email paesedombre@gmail.com
Contenuti pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative
Commons salvo diverse indicazioni.
Le foto presenti sul sito sono state in larga parte prese
da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio
Per chiedere la rimozione di foto o contenuti scrivere alla
redazione del sito