Giorgio Todde
'Da Efisio Marini al thriller metafisico '
Sono gialli a suspance quelli di Giorgio Todde, romanzi in cui il lettore assiste a tutti quei processi mentali che portano al crimine, tosto, crudo e succoso, per un coinvolgimento totale.
'Lo stato delle anime' (il Maestrale / Frassinelli, 2001), 'Paura e carne' (il Maestrale / Frassinelli, 2003), 'L'occhiata letale' (il Maestrale / Frassinelli, 2004), 'E quale amor non cambia' (il Maestrale / Frassinelli, 2005). Sono questi i quattro titoli della saga dedicata a Efisio Marini, medicodetective, personaggio realmente esistito e noto con l'epiteto 'il Pietrificatore' per via delle sue ricerche nel campo della conservazione di cadaveri e parti anatomiche. La forte presenza di un personaggio come Efisio Marini e la fedele ricostruzione della società sarda di fine '800, collocano i romanzi di Todde nel difficile filone del giallo storico. Ma il passato è spesso una maschera attraverso la quale far filtrare il presente. Chiunque abbia vissuto in un piccolo paese sardo, non potrà che riconoscersi nelle seguenti parole:
"Il controllo esercitato dai vecchi seduti a fumare la pipa sui gradini delle case, che di solito serve a moderare i costumi dei giovani, diventa in quelle occasioni un braccio indipendente dalla legge che raccoglie informazioni e decide poi che uso farne per la salute e la pace del paese. Ma il sistema, nel caso tragico di Milena Arras, non serve a nulla e i vecchi restano seduti e inutili a fumare sui gradini di pietra. La pazienza è la loro unica virtù e perciò aspettano e aspettano con la stessa immutabilità minerale dei gradini su cui poggiano".
[Lo stato delle anime, il Maestrale / Frassinelli, 2001]
E quando il confronto tra passato e presente appiana ogni diversità, emerge una grande sensazione di immutabilità che, per alcuni versi, tanto caratterizza la nostra isola. Immutabile come le opere di Efisio Marini, pietrificatore ormai imbalsamato e reso eterno dalla penna di Todde, medico anch'egli.
Ma altri due romanzi hanno destato in me enorme interesse e stupore. Lo stupore d'un cieco che riacquisti la vista, l'interesse e la voracità di chi ha voglia di leggere e leggere bene, la curiosità di chi scopra un nuovo mondo racchiuso in un libro e non voglia approdare mai all'ultima pagina, pur desiderandolo ardentemente.
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Leggete 'La matta bestialità' (il Maestrale 2002) e, soprattutto, accarezzate le pagine di 'Ei' (il Maestrale 2004). Poi mi direte; poi mi darete ragione. |
Vi ricordo che il mio giudizio è quello di un lettore e non di un critico o di un letterato. Un semplice amante della carta stampata. Però non posso che consigliarvi Ei e i suoi originalissimi personaggi che resteranno in voi... come un profumo (capirete le mie parole, vi assicuro).
Due romanzi, due splendidi esemplari di un genere chiamato thriller metafisico.
Se le mie parole non fossero riuscite a destare in voi un briciolo di interesse, riporto qui di seguito la presentazione ufficiale del libro.
La ricerca della verità corre per un’energia che viaggia nel tempo e nello spazio, lungo la storia e i luoghi di una razza fondatrice. Ei è il Mediterraneo precristiano, in un mondo non ancora sferico, di un rocambolesco viaggio per terra e per mare di due ragazzi affamati di conoscenza. È il Seicento di chiaroscuri dove, all’ombra dell’albero infelice, nasce e brucia un amore esagerato. È la città dai due nomi, Epipanormo e Talattone: il quartiere alto sulla rocca bianca e quello basso fermentante del porto. E qui ai giorni nostri una serie di omicidi investe l’amicizia acidula di due solitari insegnanti di letteratura. Un penetrante profumo di pesche mature è quello che resta, ogni volta, sul luogo del delitto. Su questi scenari di ampio respiro immaginativo si compone la nitida policromia di Ei, affresco toccante, crudo, ironico, anche grottesco e che sa pure di farsa quando gioca con la ricerca giudiziaria della verità. Ad animare il tutto, una teoria di personaggi bizzarri e memorabili.
Auguro a tutti voi buona lettura.
Marco Diana
10 settembre 2007