Gli animali: come la pensano loro, come la pensiamo noi di loro
Questa sera ad Alghero (p. zza Santa Croce), h. 21:00, la libreria Il Labirinto e l'associazione Alghenegra, in collaborazione con Agris Sardegna, propongono un incontro con due autori: Giorgio Vallortigara, autore di “Cervello di gallina” [Bollati, 2005] e Giuseppe Pulina, autore di “Animali e filosofi” [Giunti, 2008].
Introdurrà la serata Giuseppe Pulina, direttore dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura Agris Sardegna, con un intervento sul tema: “Gli animali: come la pensano loro, come la pensiamo noi di loro”.
I libri
Cervello di Gallina (dal sito della casa editrice)
Perché talvolta la gallina dorme con un occhio aperto? Come può, senza linguaggio, trarre inferenze o capire la geometria? Cosa sa di quel che c’è dietro l’angolo? E che cosa può insegnarci tutto ciò sul modo in cui funziona il cervello umano? Non abbiamo difficoltà a riconoscere che molte aree della scienza debbano un tributo di riconoscenza a creature anche molto distanti da noi, dal moscerino della frutta a Escherichia coli, il batterio ospite dell’intestino umano. Ma che dire dello studio della mente? In questi anni etologi, psicologi sperimentali e neuroscienziati hanno fornito un contributo importante alla comprensione dei processi mentali, ma il fatto che molte di queste acquisizioni siano il risultato dell’indagine paziente e meticolosa sul comportamento e sul sistema nervoso di creature ritenute cognitivamente umili non è pienamente apprezzato. Quanta parte dei nostri processi cognitivi è possibile decifrare usando a modello il tanto denigrato «cervello di gallina»? Giorgio Vallortigara, psicologo comparato e neuroscienziato, ci conduce in un viaggio d’esplorazione delle complessità della mente che ha come guida (o pretesto) il cervello di gallina.
Animali e filosofi (dal sito giuntistore.it)
In questo volume: Lo sguardo dell'orango. Tonni matematici e balene metafisiche. Il nibbio di Leonardo. L'enigmaticità del serpente. Oggi si parla spesso di diritti degli animali, ma la storia dei nostri rapporti con loro è piena di dolenti note e raramente anche scrittori e filosofi hanno saputo vederli e pensarli in modo non strumentale.
Marco Diana
26 / 08 / 2008