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Hai qualcosa da dire?

'Se ce l'hai, nulla potrà impedirti di dirlo'

Francis Scott Fitzgerald disse:

"Non si scrive per dire qualcosa; si scrive perché si ha qualcosa da dire".

[Da 'Nuotare sott'acqua e trattenere il fiato', minimum fax, 2000]

Similmente, Jack London affermò:

"E allora tu, giovane scrittore, hai qualcosa da dire, o credi soltanto di avere qualcosa da dire? Se ce l'hai, nulla potrà impedirti di dirlo".

[Da 'Pronto soccorso per scrittori esordienti', minimum fax, 2005]

Vi ho proposto le precedenti citazioni per introdurre una riflessione su un tema fondamentale, su cui penso si interroghi chiunque voglia diventare uno scrittore e lo voglia fare per professione.

In internet si sprecano i consigli per i giovani scrittori ed è facile leggere tutto e il contrario di tutto. Molti autori o maestri di scrittura creativa, affermano che per realizzare un libro non bisogni assolutamente ingabbiare la storia in uno schema o scaletta ma che sia sufficiente sedersi e lasciare che la penna corra sul foglio. Altri, ai quali mi associo, sostengono che sia necessario partire da un'idea e delinearla per sommi capi scendendo, via via, sempre più nel dettaglio, fino ad avere un quadro abbastanza ampio del romanzo. Solo a questo punto si può dare il permesso alla penna di correre libera ed, eventualmente, di venire meno alla scaletta abbozzata che, in effetti, non è altro che una traccia.

A mio parere il secondo metodo ha il pregio di mettere a fuoco il tema centrale dello scritto, il suo messaggio, mentre i libri realizzati nel primo modo possono risultare incredibilmente fantasiosi ma, salvo rare eccezioni, possono mancare di coerenza e presentare una struttura fragile.

Qual'è la vostra opinione in proposito?

Marco Diana

20 settembre 2007

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