Intervista a Maria Cristina Secci
È un onore per me inaugurare questo canale con una breve intervista a Maria Cristina Secci, autrice del saggio "Con l'immagine allo specchio. L'autoritratto letterario di Frida Kahlo" (Aracne, 2007).
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Ho conosciuto Cristina a Cagliari il 4 ottobre 2007, in seguito alla presentazione del suo libro. Se non l'avete ancora fatto vi invito a leggere preliminarmente il resoconto della serata di presentazione (visionabile cliccando QUI o nella barra di navigazione al lato). |
Nota biografica
Maria Cristina Secci è una giovane scrittrice sarda. Nata a Cagliari nel 1972, risiede a Città del Messico.
L'intervista
- La tua sensibilità letteraria è stata colpita maggiormente dalle opere dell'artista o dall'artista in sé, dal suo spirito anticonformista? Vi è un'opera particolare dalla quale è scaturita la scintilla che ti ha spinto a realizzare questo ritratto letterario?
Il mio incontro con Frida è avvenuto 12 o 13 anni fa tramite i suoi quadri. Solo in seguito conobbi il diario e l'interesse per quest'opera, in cui le immagini si fondono e confondono con le parole, fu immediato. Decisi di lavorarci su e lo potei fare grazie a una borsa di studio che mi permise di restare 18 mesi in Messico. In definitiva ciò che mi avvicinò al diario di Frida non furono le opere in sé ma il forte connubio tra parole e immagini che in tutta l'opera della Kahlo si respira.
- Qual è il più bel ricordo che serbi di Frida Kahlo e qual è la più grande intuizione, emozione, scoperta, che hai sperimentato durante la fase di ricerca o stesura dell'opera?
Vi è stato un momento in cui ho visto più di quanto l'opera mostrava. Ho avuto tale esperienza osservando la tavola intitolata 'Orma di piede e orma di sole' in cui il foglio s'accende di fiamme rosse, gialle e seppia. Guardando con attenzione ho avuto la sensazione di andare oltre, di penetrare il diario, la tavola, ed entrare nella foto. Da protagonista, sotto le fiamme ho scorto la scritta 'huella de llamas', 'impronta di fuoco'. Ho scorto qualcosa di invisibile. L'occhio è affondato e ho avuto la sensazione fisica di attraversare più strati. Penso che questa mia esperienza possa essere la chiave di lettura del diario: non ci si può fermare alle apparenze.
- Secondo te vi è un legame tra arte e scrittura?
Non solo vi è un punto d'incontro tra arte e scrittura ma spesso l'una prende il posto dell'altra. Il diario di Frida è un forte testimone di come parole e immagini possano fondersi, di come possano 'giocare insieme'.
- Se dovessi rivolgerti a un giovane scrittore, che tipo di approccio all'arte e alla letteratura consiglieresti?
Consiglierei questo: formazione e ribellione, assorbire e stravolgere! Bisogna avere l'umiltà di apprendere per poi uscire dagli schemi.
L'arte vera è rottura.

- In che modo scrivere questo libro ha cambiato la tua vita?
Mi ha indubbiamente arricchita. Più scendevo in profondità nella vita di Frida e più l'apprezzavo, amavo, odiavo. Vi sono stati periodi in cui evitavo di passare di fronte alla casa Azul, a pochi isolati dalla mia abitazione a Città del Messico. Sono grata a Frida Kahlo perché mi ha portata in Messico, un Paese dove ci si può prendere il lusso di leggere un libro alle 12:00 e rilassarsi, un Paese dove ho assistito alla mia prima, vera, lezione di storia: l'ombelico del mondo non sta in Europa.
- Hai qualche altro progetto letterario nel cassetto?
Ho in progetto di imparare a scrivere. A questo scopo sto seguendo una bellissima scuola: tradurre testi messicani. È questa un'ottima occasione per approfondire lo studio dello spagnolo-americano, una lingua molto ricca e affascinante.
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Ringrazio Maria Cristina Secci per avermi regalato questo momento che, indubbiamente, ha segnato in positivo la mia vita.
Capovolgendo la sua immagine, tanto forte dall'esterno, ho il sentore di un mondo interiore ben più fragile di quanto l'apparire mostri, un mondo in cui trova spazio una verità che non mi è dato conoscere. Come in Frida, in Cristina risiedono due donne: la prima veste e parla italiano, la seconda indossa i colori del Messico e i tipici gioielli etnici.
Ho appreso che la seconda Cristina è in partenza per Città del Messico e, forse, tornerà in Sardegna a dicembre. In attesa di poterla incontrare nuovamente le dedico un assaggio della canzone 'Valse di Frida', tratta dalla raccolta 'Barbari' dei Chichimeca, nella speranza che questi versi possano farsi sentire fin laggiù, nei pressi della casa Azul.
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Frida e i bambini perduti
Frida coi chiodi nel petto
Bella si copia allo specchio
Nuda ferita stesa nel letto
Frida con la madre terra
Frida fra Messico e Europa
Frida col cuore diviso
Frida e la storia Frida e la morte
[Valse di Frida, Chichimeca]
Marco Diana
06 ottobre 2007