Paesedombre al Convegno Nati per Leggere
Sabato 12 genn. 08 il sole è sorto presto a Paesedombre.
Preso block notes e burattini, il sonno mi ha portato sul treno delle 6:43 a.m. diretto a Carbonia per seguire il convegno “Tenere vicino alla portata dei bambini”. L'iniziativa è nata in seno al progetto “Nati per Leggere” (si vedano approfondimenti al lato) e ha goduto della collaborazione di numerosi enti e organizzazioni. L'incontro si rivolgeva a un pubblico di professionisti (pediatri, insegnanti, bibliotecari, librai) ma in me è sorta la stessa curiosità che mi portò due mesi fa al forum “Passaparola”, col quale questo evento presenta delle analogie. Un tema comune ai due dibattiti è l'importanza della lettura giovanile. I quesiti sono gli stessi. Come far capire a tutti l'importanza dei libri? È possibile sensibilizzare i genitori? Qual è l'età giusta per leggere? Su questi e altri temi hanno discusso a Carbonia quattro esperti d'infanzia e di letteratura per ragazzi, coordinati da Vittoria Negro.

Primo intervento: Franco Dessì, pediatra e responsabile dell'Associazione Culturale Pediatri in Sardegna.
“Leggere il futuro”
Cosa rappresenta la lettura? Secondo il Dott. Dessì la lettura rappresenta il futuro dei nostri bambini. I genitori dovrebbero prendere le distanze dal luogo comune che attribuisce ogni responsabilità sul “successo” dei figli alla scuola e alla società in generale. Padri e madri devono comprendere che essi stessi giocano un ruolo determinante sulle modalità di crescita del figlio. Per il pediatra ogni genitore può fornire al figlio i mezzi per far fronte al futuro. Uno strumento, per esempio, è rappresentato dall'incoraggiare il bambino in ciò che fa, in maniera tale da favorire lo sviluppo dell'autostima. Altro strumento fondamentale è rappresentato dalla lettura. Leggere delle storie al bimbo o insieme al bimbo favorisce l'empatia.
L'esperto pediatra ha esaltato le proprietà del leggere ad alta voce. Tale pratica rafforza il bambino dal punto di vista emotivo (sicurezza nel rapporto col genitore, partecipazione attiva alla vita, avvicinamento culturale al mondo degli adulti) e gli fornisce importanti strumenti per affrontare il mondo: aumento della capacità d'attenzione e d'immaginazione; sviluppo del linguaggio orale; ispessimento delle facoltà associative; ...
I disastrosi effetti del non leggere si possono schematizzare come segue:
scarsa autostima ---> evasione scolastica ---> disoccupazione ---> aumento del ciclo di povertà
Il precedente specchietto mette in luce la relazione che intercorre tra la lettura e la produttività economica di una nazione (vige una strettissima relazione tra indice di lettura, il Literacy *, e P. I. L.). Sempre per illustrare lo stato attuale delle cose, il dott. Dessì ha fornito alcuni preoccupanti dati ISTAT:
1. Il 50 % dei bambini tra i 6 e i 10 anni non legge;
2. Il 23 % degli italiani non ha libri in casa.
“Leggere a un livello adeguato”, ha osservato il relatore, “è un forte mezzo per contrastare il fenomeno dell'abbandono scolastico”.
Il Dott. Dessì ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei pediatri in tutto questo discorso. I pediatri, infatti, non dovrebbero occuparsi esclusivamente del corretto sviluppo fisico dei bambini, ma anche del loro equilibrio emotivo e del loro futuro. Se è vero che la lettura precoce (si tenga conto che il massimo sviluppo neuronale si ha dai 3 ai 6 anni) gioca un ruolo primario nel futuro di ogni individuo, i pediatri dovrebbero essere in grado di fornire ai genitori dei suggerimenti di lettura, “educandoli” all'importanza dei libri. “Purtroppo”, ha sospirato il Dottore, “in questo frangente i pediatri sono i più difficili da coinvolgere”.
In conclusione Franco Dessì ha ricordato i punti del progetto “6 + 1”, sette interventi di prevenzione primaria nel campo della salute infantile:
1. utilizzo di multivitaminici contenenti acido folico nel periodo periconcezionale;
2. riduzione del fumo di sigaretta tra le donne in gravidanza e tra i neogenitori;
3. allattamento materno nei primi sei mesi di vita;
4. posizione supina per far dormire i bambini;
5. utilizzo dei mezzi di protezione del bambino negli spostamenti in automobile;
6. vaccinazioni;
7. lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare (a partire dai 6 mesi di vita).
* Def. (Literacy): comprendere, utilizzare, produrre informazioni contenute in testi scritti.
Secondo intervento: Rita Valentino Merletti, scrittrice e studiosa di letteratura per ragazzi
“Libri per piccolissimi lettori: le strategie comunicative più efficaci
per conquistare nuovi occhi e nuove orecchie”
Rita Valentino Merletti ha scritto di recente con Bruno Tognolini il saggio “Leggimi forte” [Salani, 2006], un libro che spiega come far nascere nei bambini l'amore per i libri e la lettura. Proprio su questo argomento è incentrato il discorso della scrittrice.

L'area bimbi della Biblioteca Comunale di Carbonia
“Le nuove generazioni sono in pericolo”, ha esordito, “Si legge sempre meno”.
Studi dimostrano che è fondamentale recuperare dal passato una pratica dimenticata: la lettura ad alta voce. Occorre inoltre recuperare altre strategie comunicative che, come la rima, sono cadute in disuso. La rima, per la scrittrice, deve essere rivalutata in quanto facilita la memorizzazione. Altra pratica utile per destare nei bimbi interesse per la lettura è la “performatività” (associare dei gesti alle parole) e la ripetizione.
Riporto uno scritto della Merletti che ritengo condensi efficacemente il suo pensiero:
“Parla, canta, sorridi al tuo bambino, fin da quando viene al mondo:
la tua voce lo accarezza, lo conforta, lo circonda.
Ripeti per lui filastrocche e parole. Aspetta, con calma, che lui ti risponda.
Con libri illustrati spalancagli un mondo:
viaggia con lui, tra parole e colori, trasforma il suo mondo in piccole storie:
fagli capire, con gesti e parole, la tenerezza dell'essere insieme.
Parla, canta, sorridi al tuo bambino. Leggigli i libri che ama di più.
Le storie che ascolta lo portano in volo, gli danno parole che non conosceva,
gli mettono in fuga i mostri più cupi, rispondono quiete a mille perché.
Leggi ogni giorno una storia al tuo bambino.
Digli così quanto bene gli vuoi, fagli un regalo che dura per sempre”.
Rita Valentino Merletti
Terzo intervento: Valter Baruzzi, pedagogista e Presidente dell'associazione CAMINA.
“Libri e storie, per una città amica dell'infanzia”
Il Dott. Baruzzi è, oltre che pedagogista, Presidente dell'associazione CAMINA, Associazione nazionale di Enti locali (Comuni, Province, Regioni) e Associazioni nazionali e regionali avente come tema centrale il rapporto tra la città e l'infanzia.
La sua analisi è partita da una citazione:
“[...] la storia letta ogni sera assolveva la più bella funzione della preghiera, la più disinteressata, la meno speculativa, e che concerne solamente gli uomini: il perdono delle offese. Non confessavamo nessun peccato, non cercavamo di conquistarci nessuna fetta di eternità, era un momento di comunione, tra di noi, l'assoluzione del testo, un ritorno all'unico paradiso che valga: l'intimità. Senza saperlo, scoprivamo una delle funzioni essenziali del racconto e più in generale dell'arte, che è quella di imporre una tregua alla lotta degli uomini. L'amore ne usciva rinato. Era gratis”.
[Pennac Daniel, “Come un romanzo”, Feltrinelli, 2003]
“Era gratis”, ha sottolineato il relatore. “I vantaggi del leggere si ottengono se si evitano richieste di prestazione”.
Sono profondamente d'accordo su questo punto. Sappiamo bene quanto le imposizioni scolastiche facciano sorgere spesso negli studenti una sensazione di rifiuto. È necessario dibattere su come si possa far avvicinare i giovani alla lettura in maniera del tutto spontanea (tema affrontato anche nel succitato Forum di novembre).
Nel discutere sul significato della scrittura, Valter Baruzzi, ha riportato una frase di Francesco Vettori:
“[...] saper leggere significa infatti condividere “pratiche” di lettura, scoprire ed inoltrarsi nei mondi dell’immaginario, del reale riferito ed interpretato, del rappresentato attraverso la molteplicità dei testi, di ripercorrerli e assumerli per restituirli, arricchiti e modificati attraverso il vissuto personale, alla comunità dalla quale li si è ricevuti”
“Non avere capacità di lettura”, ha scandito il relatore, “ci rende più manipolabili. Mi preoccupa constatare che ormai il leggere non sia più considerato un valore. In molte interviste televisive emerge l'orgoglio dei non lettori”.
Infine un appello: “Dobbiamo impegnarci affinché la lettura sia considerata ancora un valore” e, riallacciandosi alle osservazioni di carattere economico del Dott. Dessì ironizza: “Se proprio non lo si fa per amore della cultura, lo si faccia per il P. I. L. !!!”
Quarto intervento: Ester Grandesso, responsabile Centro Regionale di Documentazione Biblioteche per Ragazzi.
“NPL in Sardegna”
La responsabile del Centro Regionale di Documentazione Biblioteche per Ragazzi, ha parlato del progetto NPL (Nati Per Leggere) e degli enti coinvolti. Se volete saperne di più sul progetto, vi invito a esplorare i siti d'approfondimento che ho indicato qui al lato. La Dott.ssa Grandesso ha, inoltre, presentato la nuova guida bibliografica, un simpatico calendario che, mese per mese, propone dei percorsi di lettura incorniciati da filastrocche in sardo e in italiano. I versi in italiano sono stati curati da Chiara Carminati e Bruno Tognolini.
Questo, a grandi linee, è stato l'argomento della discussione di sabato 12 genn. 08. Ho tralasciato alcuni interventi (seppur interessanti) di Vittoria Negro, dell' assessore alla Cultura del Comune di Carbonia, del rappresentante della Provincia Carbonia Iglesias e del pubblico, per dare risalto alle relazioni in programma. Spero che questi argomenti possano risultare interessanti per la maggior parte dei lettori di Paesedombre e mi auguro che diano spazio a discussioni e approfondimenti.
Saluti da Carbonia.
Marco Diana
14 / 01 / 2008