Patrizia Boi
'Donne allo specchio'
Il viaggio di Patrizia Boi ha inizio a Cagliari, nel 1962. Gli studi al liceo Dettori sulla scia di Antonio Gramsci e la laurea in ingegneria civile sono il punto di partenza di una vita densa di esperienze e di incontri. Inizialmente libera professionista e insegnante nel capoluogo isolano, lascia la sua città per motivi professionali e parte verso altri lidi, conservando della Sardegna l’immagine di una terra difficile, aspra, impervia ma in ogni modo ospitale. Ovunque si sposti porta con sè un frammento della sua patria, nel ricordo delle acque limpide e delle spiagge dalla sabbia preziosa, lo sguardo sempre rivolto all’universo acqueo verso la linea dell’orizzonte. Un orizzonte che la chiama a gran voce; voce a cui Patrizia sa dare risposta.
In seguito a un periodo trascorso a Genova, nel 1996 varca le antiche porte di Roma ove si stabilisce lavorando come ingegnere ferroviario. Risale a quell'anno l'incontro con Gianfranco, sposato tre anni dopo. Nel 2003 nasce sua figlia Anita. Ma il quartiere di Cinecittà in cui risiede non la nasconde alla voce di quel lontano orizzonte che, raggiuntala, la chiama ancora una volta per raccontarle una storia.
È la storia di due donne, di due anime svelate nelle confessioni di una stanza ospedaliera. È la storia di un mondo crudele, aspro, arretratto ma tollerante di una Puglia in cui la magia si fonde con il passato e la tradizione sconfina nella leggenda. È la storia di un incontro tra lo spirito ribelle e passionale di Elsa e l'animo delicato di Costanza.
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Patrizia Boi ha un sogno nel cassetto: scrivere un romanzo. Facendo tesoro di ogni esperienza e della propria formazione scientifica e umanistica, l'ingegner Boi apre quel cassetto e fa correre la penna per dar forma alla voce di quell'orizzonte che, da lontano, la chiama. Nasce in questo modo il suo primo romanzo intitolato 'Donne allo specchio' (L'Autore Libri Firenze, 2006, € 12.60); nasce in questo modo una scrittrice. |
Conoscendo l'autrice, mi ha colpito il suo spirito altruistico e la sua sensibilità. Il 50% del ricavato delle vendite del suo libro, infatti, finanzia un progetto sull'alfabetizzazione delle donne Kurde in Turchia , promosso dalle 'Donne in Nero', rete internazionale di donne contro le guerre (www.donneinnero.it). Sempre con le Donne in Nero è in progetto la stesura di un romanzo su una donna Curda attraverso cui raccontare tutta la questione del Kurdistan. Questo progetto porterà la scrittrice a mettersi un'altra volta in viaggio, dietro il vapore dell'Orient Express, verso la Turchia. Attualmente un suo nuovo romanzo, 'Lucrezia e i sonnambuli', è in attesa di pubblicazione, mentre il libro 'Delfina' sul tema dell'abbandono è in fase di realizzazione. Nel frattempo, tra famiglia, lavoro e scrittura, Patrizia insegue sempre quell'orizzonte. Dal 29 giugno al 5 luglio sarà in Polonia, il 10 luglio presenterà 'Donne allo specchio' al Festival annuale della Garbatella, dal 17 al 24 luglio andrà in Turchia e a fine luglio tornerà in Sardegna.
Vi lascio con le parole di Luca Benassi, scrittore e critico.
“Le storie delle donne del libro, ognuna alle prese con l’enigma della propria vita e del dolore, rendono questo romanzo un percorso alla ricerca di sé e dell’identità, in una visione dell’esistenza vissuta attraverso gli archetipi dell’arte come strumento orfico di conoscenza. Due donne provenienti da ambienti e culture diverse, l’una spagnola e l’altra pugliese, si specchiano e si svelano nella rievocazione delle proprie esperienze, creando ponti che si tendono dalle sponde opposte del Mediterraneo. Si tratta di un viaggio che è insieme scoperta della contraddizione della condizione umana e femminile, come per le grandi donne della tragedia greca, ed immersione nella storia, nella leggenda e nella cultura di una terra del sud”.
Marco Diana
18 settembre 2007