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Savina Dolores Massa

'Per undici volte ho vissuto e sono morta'

Nata a Oristano, scrittrice di romanzi e testi di canzoni, poetessa.

E' questa Savina Dolores Massa?

No di certo, vi assicuro che è molto, molto di più.

Trovarvi nell'occhio di un ciclone potrebbe darvi un'idea di ciò che dovetti affrontare quando, nel maggio del 2006, fui colto dal tornado Savina. Una tempesta intellettuale improvvisa, uno scroscio spontaneo di emozioni da cui non c'è riparo.

Fuma tabacco Virginia, Savina, e confeziona tante piccole sigarette da mettere in fila a misurare il suo tempo che afferma di amare più di quanto le sia concesso.

Dicono sia una Pizia e, per vari motivi, inizio a pensarlo anche io.

Vive in eremitaggio con una cagnetta vedova da due anni del suo Artù. Regina Ginevra, cagnetta cieca, riposa in un'isola circondata da un cortile, ritrovo di spettri e fantasie.

Di tanto in tanto qualche personaggio bussa alla finestra dell'eremo. Ginevra solleva languidamente un orecchio e la Pizia intesse un oracolo tra i fumi del suo tabacco rituale.

Scorrono le parole, nascono le storie e i questuanti, alla finestra, si allontanano con un nuovo destino sulle spalle, alle volte tragico, altre volte fausto.

Esausta, la Pizia si stende sull'altare e si gonfiano le vesti sacerdotali dell'intenso profumo dei limoni. Alle volte scorge un prete che da sotto l'albero la osserva muto e attende; altre volte un bambino reale o immaginario attraversa il prato e scompare oltre la palizzata.

Il cielo si oscura e grida undici fulmini neri, cavalcature di undici spettri in visita alla sacerdotessa di Apollo. Il loro fardello è tragico e cantano la loro vicenda. È il racconto di un viaggio alla ricerca della terra promessa, è una storia vera. Nel 2006 il mare restituì al largo delle Barbados una chiatta. Il suo equipaggio: undici uomini africani, senegalesi e maliani; undici cadaveri quasi mummificati. La presenza sotto all'imbarcazione di un cavo tranciato di netto, fece supporre che il vascello fosse trainato da uno scafo pilota che decise di abbandonare ai flutti i migranti in seguito all'avvistamento di una nave militare. Sull'altare la Pizia accoglie la richiesta e gli undici spettri ripartono sul loro vascello fantasma per ritrovare, infine, la pace.

"Per undici volte ho vissuto e sono morta", afferma Savina parlando di '11', la sua nuova avventura letteraria che l'ha portata a masticare l'argento al prestigioso premio Calvino. Una nota casa editrice isolana, intende pubblicare questo suo nuovo romanzo e non solo. Un secondo romanzo intitolato 'Lampadari a gocce', ambientato tra Gibilterra, Messico, Olanda e mare aperto su una nave chiamata Casta Diva, naviga sotto quel vento di Nord-Ovest.

Ma Savina Dolores Massa non scrive solo romanzi, essendo anche un'abile scrittrice di racconti, poesie e testi di canzoni.

La silloge di racconti 'Isolamatamara' si è aggiudicata l'argento al premio Gramsci.

Altro argento al premio 'Abitando il racconto' di Acerenza (Pz) con 'Rubata'.

Sempre per darvi un'idea dell'universo Savina, riporto qui di seguito un estratto di un commento di Anna Maria Capraro:

"La vena essenzialmente lirica di Savina Dolores Massa trova, nel taglio narrativo del racconto, una dimensione particolarmente propizia. In esso, infatti, ‘l’ispirazione’, pur concretizzandosi in un processo costruttivo spaziotemporale, ha la forza pregnante della poesia e un respiro melodico che trascende le vicende narrate. Realismo delle cose, magia delle parole…purché non lo si chiami realismo magico, né in qualunque altro modo, perché la penna di questa scrittrice non deve, ma soprattutto non può, essere compresa e compressa in una formula codificata".

"Per undici volte ho vissuto e sono morta", afferma Savina, e altre parole, altrettanto misurate, altrettanto sibilline, proiettano l'auditore in un mondo misterico di vaticini e antiche profezie.

Dal primo incontro di maggio, vi è stata una seconda occasione a Matera, città scavata nella roccia su misura per lei e per i suoi oracoli. In quel contesto incontrai la poetessa, solo in seguito conobbi il romanziere, l'artista, la Pizia. E ogni faccia di questa scrittrice è un intenso capitolo da leggere e rileggere... e leggere ancora.

A fatica ho provato a scrivere due parole su di lei ma riassumerla è un po' ingabbiarla, descriverla è un po' perderla, raccontarla è un po' sminuirla. Tuttavia ho cercato di darvi un'idea della Sacerdotessa oristanese, e l'ho fatto con lo stesso timore che avrei nel consegnarvi una noce contenente un ciclone.

Rompete quella noce, ne sarete travolti!

Marco Diana

05 settembre 2007

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