Sirbo e is seti fradis
In seguito alla presentazione del 23 sett. 07 in piazza Galilei, ho letto il fumetto 'Sirbo e is seti fradis' (Iges, 2007) di Eleonora Carboni (sceneggiatrice) e Andrea Mureddu (disegnatore) e ho riso come un matto.
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La storia (in italiano o in sardo), l'azzeccata traduzione campidanese supervisionata dal Prof. Mario Puddu, i disegni, i personaggi, tutto concorre a creare un lavoro d'eccezione in grado di appassionare, incuriosire, divertire e far ridere il lettore.
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Forse è una mia errata impressione, ma ritengo che capiti spesso che autori anche affermati esagerino col regionalismo e riempiano pagine e pagine di stereotipi o di un folclore che diventa onnipresente, asfissiante. Ciò non accade in 'Sirbo' in cui l'antico abbraccia il moderno sia nei testi che nei disegni, questi ultimi apertamente ispirati ai manga (fumetti prodotti in Giappone).
Nel fumetto 'Sirbo e is seti fradis' si muovono dispettosi tordi in berritta (copricapo sardo per antonomasia), abili giocatori di morra, Cicita, la mamma cinghiale dal tipico grembiale delle massaie sarde annodato in vita, Poricu, asino sardo di professione maestro, i sirbonedhus, i cinghialetti, protagonisti di mille pericoli alla ricerca di una super ghianda che li condurrà...
... non si danno anticipazioni, scoprirete tutto leggendo il fumetto!!
Tenete presente che mentre pensate se correre o meno in libreria per acquistare questo volume, fra le pagine di 'Sirbo' una tartaruga bagnino si muove lentamente - moooolto lentamente - verso il mare mentre un uomo che sta per affogare (e affogherà) grida: “Agitoriu”!
Marco Diana
04 ottobre 2007