Scrittura creativa
È possibile insegnare a scrivere?
Da decenni, ormai, nei paesi anglosassoni si tengono corsi universitari di scrittura creativa. I grandi scrittori si affiancano ai giovani per trasmettere la propria esperienza e per cercare di far emergere talenti nascosti.
In Italia, ultimamente, si assiste al proliferare di scuole private, corsi annuali o master della durata di pochi giorni, full-immersion di alcune ore per un'intensiva esperienza creativa.
Ora, visti i costi che deve sostenere l'aspirante 'creativo', soprattutto se 'aspirante creativo pendolare', una domanda è lecita: i corsi di scrittura creativa servono davvero? Non sarebbe più utile passare del tempo a pensare, per esempio, a interrogarsi se realmente si ha qualcosa da scrivere?
Sia ben chiaro che non voglio negare la validità delle scuole di scrittura, dal momento che anch'io ho tratto giovamento dalla lettura di saggi sulla scrittura realizzati da autori affermati, però mi domando fino a che punto a un giovane carico di speranze possa convenire spendere del tempo per fare esercizi suggeriti da terzi, piuttosto che immergersi nella propria interiorità per ascoltare e dar voce ai mille personaggi che vi dimorano.
Cos'è, poi, la scrittura creativa se non un gioco con le parole e un appuntamento con la fantasia? Cosa accade se ci si obbliga a giocare?
Ciò che mi domando e domando a voi, in definitiva, é questo: è possibile da autodidatti giocare con le parole, mischiarle, deformarle, anagrammarle, gonfiarle fino a farle esplodere in suoni simpatici come un Zamparillio, tragici come un Mortappeso, mostruosi come un Frustaglione, misteriosi come uno Sfingiorebuzzio?
Inoltre quando una persona può dirsi un buon creativo?
Il mio parere è che uno scrittore in erba debba saper leggere in se stesso e, solo quando avrà acquisito degli strumenti da autodidatta, potrà trarre profitto dall'esperienza altrui. Dico questo nella convinzione che le parole di un esperto attecchiscano meglio su un terreno già preparato ad accoglierle.
Per concludere, aggiungerei che la bellezza della scrittura é anche l'originalità, dovuta al fatto che dietro ogni penna vi é la sensibilità di uno scrittore diverso. La mia paura è che una scuola, pur facendo brillare alcuni autori molto dotati, possa appiattire tutti quelli che, nella convinzione di percorrere la via della conoscenza, non vadano oltre il tracciato stabilito dai libri e facciano delle tecniche apprese e delle parole dei docenti il proprio Vangelo.
Attendo con impazienza le vostre opinioni ed esperienze in merito.
Un saluto creativo.
Marco Diana
17 settembre 2007