Scrivere in città – prima parte
Cari lettori,
ieri sono stato per voi (e anche un po' per me, lo ammetto) presso la Libreria Messaggerie Sarde di Sassari per partecipare alla serata conclusiva della rassegna “Sassari città libro”, incontro interamente dedicato alla scrittura e intitolato:
Scrivere in città
Come sottolineato in un breve intervento da Tiziana Marranci (titolare delle Messaggerie Sarde) e da Gianfranco Chironi (Presidente dell'associazione Verba Manent), la serata si prefiggeva lo scopo di mettere in luce i diversi modi di rapportarsi con la scrittura. Da qui la presenza di illustri esponenti del mondo giornalistico, della critica letteraria e della scrittura.

Gianfranco Chironi e Tiziana Marranci.
Il tutto si è svolto con un taglio decisamente antiaccademico, tipico dell'associazione Verba Manent, per consentire a tutti di relazionarsi con la scrittura “e per”, ha affermato G. Chironi, “scampare, attraverso occasioni di confronto, alla solitudine dello scrivere”.
L'incontro ha avuto inizio alle 18:30. Ogni relatore ha avuto otto minuti di tempo per illustrare il proprio lavoro, proporre uno spunto di riflessione o fornire la propria testimonianza, più quindici minuti supplementari per soddisfare le curiosità del pubblico.
La serata si è conclusa verso le 20:30 con un rinfresco offerto dalle Messaggerie Sarde.
Primo intervento: Piergiorgio Pinna, giornalista
Narrativa e giornalismo: arte e tecnica

Piergiorgio Pinna
P. Pinna ha messo in luce la differenza tra narrativa e giornalismo, affermando che la prima è un'arte, la seconda un mestiere e una tecnica. Il giornalismo gode sicuramente di meno gradi di libertà rispetto alla narrativa, poiché deve rispettare spazi (es.: numero di battute) e grafica (es.: presenza o meno di immagini).
Inoltre il giornalista deve sempre aver presente il proprio interlocutore.
“Lo stesso articolo lo scriverei in un modo per La Nuova Sardegna ma in maniera differente per Repubblica. In entrambi i casi, però, sarei sempre rispettoso di un valore: quello dell'oggettività”.
Dagli interventi del pubblico sono emerse considerazioni di varia natura, confluite in un accorato discorso sull'etica nel giornalismo e sul diritto di cronaca.“Elementi sui quali si potrebbe dibattere per giorni”, ha affermato il giornalista.
Si è detto, per esempio, che la legge tutela l'immagine futura di una persona, ma niente vieta di pubblicare notizie compromettenti per un... morto!
Notizie che qualcuno potrebbe avere l'esigenza di diffondere, magari per sviare delle indagini in corso.
Il problema etico, dunque, sussiste e, puntando il dito, Pinna ha esclamato:
“Il giornalista è responsabile anche di quanto gli viene raccontato”.
Continua...
11 / 06 / 2008