Si è fatto tardi... con Bepi Vigna
Cari lettori,
riporto alcune righe sull'incontro avvenuto ieri 11 giu 08 a Cagliari, presso la Libreria Piazza Repubblica Libri.
Protagonisti dell'incontro Bepi Vigna e il suo nuovo romanzo edito nel 2008 da Aìsara e intitolato:
Si è fatto tardi

Vigna è stato presentato da Gianluca Floris (potete visitare il sito di G. Floris cliccando QUI) il quale, mediante una chiacchierata a metà strada tra l'intervista e la recensione, è stato in grado di far conoscere meglio agli spettatori il libro e la sensibilità dell'autore.
L'opera è caratterizzata da due linee narrative che si incrociano più volte dall'inizio alla fine attraversando gli anni '70 e arrestandosi in un giorno ben preciso: il 22 aprile 1996, giorno in cui il PDS, divenne primo partito italiano con quasi 8 milioni di voti e il 21,1% dell'elettorato.
Il libro non racconta esclusivamente delle vicende ma lo stato d'animo di un personaggio, Massimiliano, i cui pensieri sono sempre inadeguati al periodo che vive.
Da giovane Massimiliano non era abbastanza di sinistra per avere una ragazza, non approvando o non comprendendo in toto la linea pseudopolitica dei suoi coetanei.
Da grande si accorge di aver vissuto credendo di essere di sinistra... ma così non era. Consapevole di non essere fascista, assolutamente contro le multinazionali, contro le dittature, contro la CIA e l'imperialismo... ammiratore di Che Guevara... si chiede: “Cosa cazzo sono”?
Questo aveva in mente l'autore: raccontare in un modo diverso un argomento molto dibattuto. Mettere in luce, per esempio, la banalità dell'impegno politico d'allora che, per esempio, portava una ragazza ad affermare con assoluta convinzione a un ragazzo che le chiedeva di uscire:
“Mi piacerebbe uscire con te... Cioè, non pensare che non ti trovi simpatico e anche carino... ma non è possibile... perché sei troppo borghese. Si vede da come ti vesti. Non posso uscire con uno che non è un vero compagno. Siamo troppo diversi. Ti immagini cosa succederebbe se mi innamorassi di te e ci mettessimo insieme? Verrei emarginata! Non mi farebbero più partecipare alle riunioni del collettivo femminista! Tu devi cercare ragazze come te... un po' qualunquiste, che non si pongono troppi pensieri... che non pensano ai cantanti, agli attori...”
A questo punto il ragazzo poteva ribattere (p. 36):
“Che cazzo dici? Sei completamente fusa?”
E lei: “Vedi? Non mi rispetti, non sei democratico”
“Io non sono un borghese qualunquista, io ho le mie idee... sono di sinistra!”
“Vedi? Non hai il coraggio di ammettere quello che sei. Ma d'altra parte si sa... voi fascisti siete tutti un po' vigliacchi”.
* * *
“Ciò che ho raccontato in questo libro”, ha affermato Vigna, “non è interamente frutto della mia fantasia. I discorsi si possono dire un collage di conversazioni alle quali ho assistito o affermazioni lette nei libri d'allora”.
E ha concluso:
“Io ho descritto aspetti assolutamente veri ma sono convinto che per chi non ha vissuto in prima persona quel periodo, la società d'allora possa presentarsi come un mondo alieno”.
Uno scatto per Paesedombre

Marco Diana
12 / 06 / 2008