Tutela del diritto alla nominalità dell'opera
In un precedente articolo sui diritti d'autore ho menzionato il terrore dello scrittore: il plagio.
Se è vero che, come ho detto nell'articolo citato, non vi è alcun obbligo di deposito di un'opera (es. S.I.A.E.) in quanto il diritto d'autore nasce nel momento della creazione della stessa, non è men vero che il deposito del proprio lavoro possa essere una prassi utile.
Ma siamo sicuri che questo sia l'unico modo per tutelare il frutto del proprio sudore e della propria inventiva?
Come al solito cercherò di rispondere ai vari interrogativi legati al mondo dell'editoria facendo alcune ricerche in Rete e riassumendo i concetti in un articolo. Se doveste trovare inesattezze o voleste suggerire una correzione o un appunto, contattatemi!
Tutela del diritto alla nominalità dell'opera
Resta appurato che finché il testo rimane nelle vostre mani non corre alcun pericolo, ma suggerirvi di tenere la vostra opera d'arte in un cassetto per non rischiare un plagio sarebbe un po' come consigliarvi l'astinenza per evitare una gravidanza. L'effetto è assicurato ma vi perdete il meglio (hem... scusate!).
Il libro deve uscir di casa ma lo deve fare con le giuste precauzioni.
Immaginate che il vostro libro – non tutelato - cada nelle mani sbagliate. In questo caso orrendo come potreste dimostrarne la paternità? Non credo che possa essere un'impresa facile. Se, però, voi poteste dimostrare di esser stati in possesso dell'opera in una data certa, allora terreste in pugno i vostri diritti e vincereste l'eventuale causa contro l'usurpatore.
Su Internet ho trovato i seguenti modi per avere un'attestazione di data certa di un libro:
- Deposito S.I.A.E.;
- Deposito presso studio notarile;
- Spedizione dell'opera a se stessi.
Nel descrivere le modalità in elenco, non dirò come realizzarle (es.: indirizzi, uffici, orari, etc...). Lo scopo del presente articolo è dare una visione d'insieme dell'argomento trattato. Eventuali approfondimenti li potrete effettuare di persona visitando un ufficio S.I.A.E. o il sito ufficiale; avvicinandovi al vostro notaio di fiducia; chiedendo informazioni in un ufficio postale.
1. Deposito S.I.A.E.
La S.I.A.E. (Società Italiana degli Autori ed Editori) prevede un servizio di deposito delle opere inedite, di cui possono usufruire anche i non associati alla Società e i cittadini stranieri. Dell'iscrizione alla S.I.A.E. e dell'associazione stessa parlerò certamente in futuro. Il deposito dell'opera costa (oggi 22 nov. 07) agli autori non associati alla S.I.A.E. intorno ai 110.00 euro (il prezzo oscilla a seconda della modalità di pagamento) e 55.00 euro agli associati. Possono essere depositati: romanzi, canzoni, racconti, poesie, copioni, trame, soggetti, opere audiovisive, software, banche dati, opere grafiche e, in generale, esemplari di opere dell’ingegno. E’ accettato ogni genere di supporto: carta, floppy disk, cassetta o CD audio, CD-ROM, DVD, videocassetta, nastro magnetico, ecc. Voi date 110.00 euro alla S.I.A.E. e questa società chiude la vostra opera in una busta sigillata che lascia per cinque anni in un archivio. Avete ottenuto in questo modo un'attestazione di data certa. Se dopo 5 anni non vorrete rinnovare il deposito, la busta e il contenuto finiranno nell'inceneritore.
Della tutela dei vostri diritti si occupa un'altra sezione della S.I.A.E., chiamata “Sezione O.L.A.F.” (Opere Letterarie ed Arti Figurative) ma, come ho già detto, di questo parlerò certamente in futuro.
Preciso che le informazioni precedenti si riferiscono a opere inedite. Le opere già pubblicate possono essere registrate presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
2. Notaio
Consegnate il vostro scritto a un notaio. Questi firmerà con perizia ogni pagina del libro e archivierà il manoscritto. Avrete ottenuto in questo modo un'attestazione di data certa e potrete tornare a casa col cuore (e il portafoglio) più leggero.
3. Spedizione a se stessi
Questo metodo l'ho trovato su Internet e perfezionato grazie ai consigli dei cortesi impiegati del mio ufficio postale di fiducia. Colgo l'occasione per elogiare le Poste Italiane, senza le quali uno scrittore sarebbe perduto.
Dicevo...
... inserite il vostro libro in una busta portavalori (tipicamente utilizzata per depositare gioielli), sigillatela e speditela per raccomandata a voi stessi. Chiedete all'impiegato delle poste di annullare la spedizione e ritirate il pacco un istante dopo averlo inviato. Sarebbe utile avere uno o più timbri sulla busta (specialmente sulla chiusura) ma questa cortesia non la fanno in tutti gli uffici.
Avete ottenuto in questo modo un'attestazione di data certa.
Tornate a casa, nascondete la busta e dimenticate di averla. Non apritela per nessun motivo o tutto questo lavoro sarà stato inutile.
Dimenticavo... costo di questa operazione: intorno ai 10 euro (dipende dal peso del pacco).
In conclusione...
Una volta ottenuta l'attestazione di data certa potrete stampare più copie del vostro lavoro e inviarlo a un editore per un parere tecnico, a un critico per regalargli una lacrima o un sorriso, a un prete per un esorcismo o una benedizione. Fate un po' voi.
Quel che conta è che, nel caso eccezionale di plagio (mi risulta che sia un evento piuttosto raro), potrete far valere i vostri diritti.
Spero che questo articolo schematico possa essere utile. Se siete a conoscenza di qualche altra procedura per tutelare legalmente i diritti d'autore, vi prego di contattarmi.
A presto.
Marco Diana
22 / 11 / 2007