Versi riversi sui versi 3
Cari Lettori Ombrosi,
dopo una settimana di attesa, vi propongo i Versi Riversi sui versi di Frantziscu Màsala (chi accede a Paesedombre per la prima volta, veda QUI), tratti dalla raccolta “Poesias in duas limbas” [Il Maestrale, 2006].
Mi congratulo con i partecipanti per i componimenti originali e, in gran misura, rispettosi dello stile del poeta proposto.
A voi, un buon riversamento.
I versi...
In tota Arasolè fit notòriu:
deo, Giuanna, sa Ruja,
prima 'e mi cojuare,
faghia sa bagassa,
ma, a la narrer giusta,
pro campare sa vida,
mi daia a sos riccos, pro inari.
A mie no mi piaghet a coddare,
mi piaghet mandigare.
Frantziscu Màsala
I versi riversi sui versi.
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In tota Arasolè fit notòriu:
deo, Giuanna, sa Ruja,
prima 'e mi cojuare,
faghia sa bagassa,
ma, a la narrer giusta,
pro campare sa vida,
mi daia a sos riccos, pro inari.
A mie no mi piaghet a coddare,
mi piaghet mandigare.
. . .
... e cun custa limba appo a narrere
chi son'istracca puru de faeddare.
Antoni Fiori
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In tutta Arasolè era notorio:
io, Giovanna la Rossa,
prima di sposarmi,
facevo la puttana,
cioè, a dir la verità,
per campare la vita,
mi prostituivo ai ricchi, a pagamento.
A me non piace fare l'amore,
piace solo mangiare.
. . .
... e con questa lingua vi dirò
che sono perfino stanca di parlare.
Antonio Fiori
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In tutta Arasolè era notorio:
io, Giovanna la Rossa,
prima di sposarmi,
facevo la puttana,
cioè, a dir la verità,
per campare la vita,
mi prostituivo ai ricchi, a pagamento.
A me non piace fare l'amore,
piace solo mangiare.
. . .
Perfino adesso,
maritata,
ogni bacio lo cedo a denti stretti,
ché l’amore non si accorga
di sapori che in realtà
sognano ancora la minestra.
Arasolè ha poche anime,
mi prendevano solo i forestieri.
Nessuno aveva mai i capelli rossi
come tutti vantiamo,
ad Arasolè.
Savina Dolores Massa
In tutta Arasolè era notorio:
io, Giovanna la Rossa,
prima di sposarmi,
facevo la puttana,
cioè, a dir la verità,
per campare la vita,
mi prostituivo ai ricchi, a pagamento.
A me non piace fare l'amore,
piace solo mangiare.
. . .
Aprivo cosce sul
letto
stringendo tra i pugni
lenzuola e rabbia.
Prendevo il mio
guadagno
prim’ancora di sciacquarmi.
Ho lavato l’anima
col bianco amore
d’un abito e d’un uomo.
A lui ho riaperto le mani e il corpo
senza
chieder nulla indietro.
Giuseppe Columbo
Bellissimi questi Riversi.
Grazie ancora.
Marco Diana
29 / 03 / 2008